Klout: come il content marketing favorisce le aziende

Quanto pesa il tuo Klout? Klout è una bilancia del peso digitale, ovvero, un indicatore di quanto si pesa in termini di influenza in rete. Si tratta di un valore compreso tra 1 e 100, che viene calcolato in base al numero di contenuti postati, moltiplicato per il numero di social network su cui si è presenti (e che desidera monitorare), per il numero di interazioni che il contenuto è in grado di suscitare, in termini sia di gradimento che di condivisioni. Si tratta quindi di un puro calcolo matematico, di un algoritmo basato sulle reazioni che i contenuti pubblicati riescono a generare. Questo fino a poco tempo fa.

Algoritmo_di_Klout_-_seociologist

Ora, invece, il punteggio Klout ha subito alcune trasformazioni: non solo si può costruire, ma soprattutto, è divenuto uno strumento utile per il Content Marketing.

Ma una cosa per volta: come si può incrementare il proprio punteggio? Non più solo creando o condividendo contenuti di qualità, in grado di suscitare una maggior interazione e condivisione, ma anche grazie all’interazione con gli “esperti”, gli influencer, (chi ha un Klout alto), che diviene un elemento trainante e lievitante del nostro Klout; l’interazione con persone che hanno un punteggio basso, invece, sembrerebbe non avere influssi negativi.

Per aiutare gli utenti ad incrementare il proprio punteggio, inoltre, Klout mette a disposizione alcuni strumenti:
# Create, una sezione dove Klout propone dei contenuti personalizzati, che reputa siano di qualità e appositamente selezionati in base alle proprie preferenze, utili per una lettura personale o per una condivisione. E in questo Klout si vorrebbe distinguere dalle altre piattaforme di content marketing: per il fatto che i contenuti proposti (e personalizzati per ciascun utente) sono da lui giudicati pertinenti non solo con i nostri interessi, ma anche con gli interessi espressi da chi ci segue.

Klout_new_layout_-_seociologist

 

Ma come fa Klout a selezionare i contenuti da proporre ai propri utenti? Li reperisce selezionandoli tra i contenuti maggiormente condivisi su Facebook e Twitter. Per il momento i risultati sono organici, ma Klout non disdegna che in futuro si possano trovare anche contenuti sponsorizzati da terze parti e debitamente segnalati.
Gli argomenti selezioni vengono proposti in una sezione apposita: possono essere modificati, aggiungendoli o togliendoli, per un massimo di 20 temi selezionati. Klout è anche in grado di suggerire le parole mentre si digita l’argomento di interesse nell’apposito box di ricerca (n.d.r. peccato, però, che un argomento come lo storytelling non sia contemplato tra i potenziali  interessi).

Inoltre, ciascun contenuto può essere contrassegnato da alcuni simboli: la gemma nascosta ad indicare i contenuti ritenuti di alta qualità, ma visualizzati solo da una nicchia della propria audience (viene indicata anche un probabile percentuale) e il razzo (per i contenuti che, per il numero di condivisioni, stanno per decollare).
Infine, per ciascun contenuto, Klout fornisce alcune informazioni, quali la fonte, l’argomento-keyword di pertinenza e la data di pubblicazione. Inoltre attraverso la presenza di due bottoni (un pollice in su e uno inverso) Klout consente ai propri iscritti di indicare il loro interesse a ricevere in maggior o minor quantità contenuti come quello che stanno visualizzando.

# Un altro strumento fornito da Klout per incrementare il proprio punteggio è costituito da Schedule, la nuova piattaforma che consente di programmare la condivisione dei contenuti, per poterli postare nei momenti di maggiore presenza del proprio pubblico. In questo momento, però, il servizio è limitato a due soli social network: a Facebook e a Twitter.

Klout Measure - seociologist.com

# Infine, come in passato, Klout offre lo strumento Measure, per monitorare l’andamento del punteggio, rilevare in quale data si siano registrati il valore minimo e quello massimo nei 90 giorni antecedenti, oltre a visualizzare i valori puntuali giornalieri, rappresentati graficamente a formare una curva di trend. Al di sotto del grafico Klout consente di visualizzare le attività recenti e, a breve, dovrebbe rendere disponibili anche le metriche relative alla tracciabilità dei clic, alle persone raggiunte da un contenuto e alle condivisioni. Come già avveniva in passato, Klout consente di visualizzare (graficamente e in percentuale) quanto ciascun media influisce sul punteggio di Klout.

E dal punto di vista aziendale? Klout accorre in supporto alle aziende:

  • per le sue potenzialità nell’individuare gli influencer: in questo modo le aziende possono far conoscere meglio il proprio brand, rivolgendosi proprio agli influencer che godono di maggior autorevolezza negli ambiti di loro interesse, che diventano così portavoci credibili del brand. Inoltre, proprio grazie alla futura implementazione della tracciabilità delle interazioni, si potranno rilevare le metriche relative all’andamento delle proprie campagne di comunicazione sui social media.
  • perché ha a disposizione una gran quantità di dati e di informazioni che possono essere utilizzate dalle aziende e che spaziano dalle variabili sociodemografiche, agli interessi delle persone, alle informazioni cross-mediali: Klout è pertanto in grado di selezionare mirati gruppi di persone accomunate da specifiche caratteristiche o interessi, trasversalmente presenti su diversi social network.
  • Infine, Klout supporta le aziende nel diffondere i loro messaggi mediante i contenuti sponsorizzati e personalizzati in base agli specifici interessi delle persone e di quelle a loro collegate.

Klout propone (e proponeva prima della trasformazione) anche i  Perks, che sono uno strumento utile sia per gli influencer che per le aziende: sono dei benefit che gli influencer possono guadagnare grazie al loro potere di generare interazioni. Ogni giorno gli influencer possono ricevere incentivi sotto forma di prodotti, sconti o inviti a partecipare ad eventi o altri compensi a discrezione delle aziende, ma dipendono dalla zona geografica di residenza, dagli argomenti per cui si è influencer o dal proprio punteggio Klout. Per le aziende si tratta di un ottimo canale da utilizzare per comunicare con il proprio pubblico: si possono individuare i gruppi di influencer più vicini alle proprie tematiche di pertinenza e pertanto consentono di raggiungere il proprio pubblico reale o potenziale. Questi opinion leader verranno ingaggiati offrendo loro dei gadget esclusivi e molto probabilmente vorranno condividere con i loro contatti il loro entusiasmo e le loro opinioni, generando così una comunicazione intorno al brand o al prodotto. Ad esempio, come mostra l’immagine qui di seguito riportata, l’azienda VeeV ha offerto una bottiglia di VitaFrute agli influencer, che hanno voluto ringraziare pubblicamente l’azienda e informare i propri amici dell’omaggio ricevuto. In questo modo il messaggio dell’azienda ha raggiunto un vasto pubblico finale, proprio grazie a questi portavoce, che il pubblico stesso percepisce come autorevoli e credibili, riponendo pertanto in essi la massima fiducia.

Klout Perks- esempio-seociologist.com

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