Simona Tovaglieri

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Cresciuta in un ambiente familiare sereno, da mio padre ho ereditato uno spirito gioviale e da mia madre la propensione a realizzarmi sia in famiglia che nel lavoro. Nel corso della vita, ho poi dovuto affrontare diverse prove, alcune delle quali anche molto dure, ma uno spirito tenace, mescolato ad una dose di resilienza e al supporto di persone a me care mi hanno aiutato a superarle, oppure a rialzarmi di nuovo dopo una sconfitta, più temprata nel carattere, ma pronta per una nuova sfida.

Ma iniziamo dal principio.

Dopo gli studi obbligatori e il conseguimento del Diploma di Maturità Scientifica, ho scelto un corso parauniversitario in Relazione Pubbliche, in grado di soddisfare il mio interesse verso la comunicazione, dandomi anche la possibilità di approfondire materie come economia, marketing, diritto e lingue straniere, nell’illusione che mi potesse offrire degli sbocchi professionali.

Sono gli anni in cui, con la scusa di studiare le lingue, ho potuto coltivare la mia passione per i viaggi: negli Stati Uniti prima, e in Germania poi, presso il prestigioso Goethe Institut di Berlino. Qui ho vissuto 4 mesi ed è stata un’esperienza meravigliosa, sia dal punto di vista culturale, che umano.

In questo periodo ho potuto assaporare maggiormente il gusto dell’indipendenza e ho imparato a stare bene sia in compagnia di amici, ma anche solo di me stessa.

La mia passione per la pallavolo, lo sport praticato durante gli anni del liceo, mi ha aiutato a comprendere l’importanza dello spirito di squadra, a dare il meglio di me stessa in ogni circostanza, nella consapevolezza che molti grandi risultati si ottengono collaborando sinergicamente con gli altri. Inoltre, in qualità di capitano, ho imparato a coinvolgere tutte le compagne di squadra, in quanto ognuno di noi ha doti, qualità e capacità peculiari che ci rende unici.

L’amore per i viaggi, invece, non si è rimasto circoscritto a motivi di studio: incuriosita e affascinata dall’Oriente, dai profumi speziati, dai colori, dalla danza e dalla filosofia di questi popoli, ho viaggiato, con la persona che è poi divenuta mio marito, in questa meravigliosa parte del mondo, dove le persone sono in grado di preservare la propria dignità e il proprio sorriso, nonostante una vita disagiata e priva di beni materiali. Ho appreso anche come alcuni elementi intangibili siano in grado di coinvolgere tutti i sensi, fornendo un’esperienza sensoriale unica, che permane vivida nei ricordi anche a distanza di anni.

Conseguito il Diploma Universitario in Relazioni Pubbliche, a causa della Crisi del Golfo che comportò notevoli tagli agli investimenti in pubblicità e comunicazione, ho proseguito gli studi universitari, scegliendo, il sotto-indirizzo in “Metodologie quantitative per le Ricerche Sociali” della facoltà di Scienze Politiche: un corso in grado di corrispondere alle mie naturali inclinazioni, quali la curiosità e il rigore scientifico.

Ho avuto la fortuna di iniziare la mia carriera professionale in questo ambito in primis con il prof. Renato Mannheimer, in un istituto di ricerca (ISPO) dove al ricercatore era chiesto di realizzare tutte le fasi del progetto: una bella sfida, ma un ottimo ed esaustivo campo di addestramento.

Ho poi ampliato il mio bagaglio professionale in GPF, l’Istituto del prof. Giampaolo Fabris, dove ho fatto parte prima di un team dedicato al settore del largo consumo e poi di uno specializzato nel settore economico.

La nascita del primo figlio è coincisa anche con una nuova sfida professionale: ricercatore presso un callcenter. Qui ho gestito in modo pressoché autonomo l’ufficio ricerca, trasformandomi in strenua paladina del mio lavoro, in quanto era percepita internamente come un’attività marginale rispetto al core business aziendale. Proprio questa marginalità è stata la causa di un evento per me traumatico: nel 2011, infatti, l’ufficio ricerca è stato chiuso e io sono stata improvvisamente licenziata. Questo nuovo mostro ha avuto inizialmente la meglio su di me. Ma ancora una volta mi sono rialzata, con qualche ferita in più nell’animo, ma ho sconfitto questo drago: armata di libri e di un Master in Digital Marketing Lab presso il Sole24Ore, mi sono imbarcata in un nuovo viaggio, solcando le onde di Google Marketing (SEO e SEA compresi), del Mobile Marketing, di Youtube Marketing (ossia attraverso video e immagini) e del Social Media Marketing, sebbene talvolta debba gettare l’ancora per riconciliare i diversi impegni professionali e familiari.

L’approcciarmi ad un mondo così affascinante ha fomentato in me nuova voglia di sapere, ha dischiuso porte verso nuovi interessi, come la Web Analysis (che si ricollega alla mia passione per l’analisi dei dati); il Reputation Management (con la possibilità di studiare un brand, di crearlo e gestirlo) e il Personal Branding.

Queste nuove cognizioni apprese mi consentono di aggiungere al mio puzzle professionale nuovi tasselli, che si integrano armoniosamente con quelli desunti in passato, formando così un bagaglio vivace, versatile e adattabile a vari contesti.

Profilo LinkedIn: http://it.linkedin.com/in/simonatovaglieri

13 commenti su “Simona Tovaglieri

  1. Complimenti !! Grazie a te ho scoperto tante terminologie e concetti per me sconosciuti pur vivendo il mondo aziendale. Sicuramente approfondiro’ il tema,Spero in un Tuo seminario !!

  2. ciao Simona, in bocca al lupo per la tua carriera e congratulazioni per la tua laurea! scommetto col 110 e lode. Io cosa faccio? ho quarantadue anni e sono dipendente del comune di Trieste dal 31/12/2010 con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Non mi piaceva la scuola… ho fatto le medie… ho ripetuto la prima e dopo sono andato subito a lavorare. Mi piace molto il web. Cordiali saluti. Antonio.

    1. Grazie Antonio.
      Restiamo in contatto sui social, se ti interessano questi temi 🙂
      A presto,
      Simona

    1. Grazie Michele, fa piacere ricevere l’appoggio dei propri lettori: infonde nuova energia e la consapevolezza che il proprio lavoro è apprezzato.

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