Storytelling e narrazione personale: un esempio

Hai mai provato a scrivere di te?
Lo storytelling è anche questo: un mezzo per compiere un viaggio nel proprio io. Un viaggio introspettivo, molto profondo, in grado di aiutare a focalizzare l’attenzione sulle proprie caratteristiche, le proprie qualità, ma anche sui propri difetti, mettendo in luce magari dei traumi non ancora del tutto risolti.
Hai mai provato?

È un’esperienza assolutamente unica: prendi carta e penna (anche un dispositivo digitale è perfetto) e prendi delle foto che corrispondono a momenti particolarmente significativi della tua vita, da quando eri bambino o bambina, fino ai giorni nostri.
Crea prima la storia “visual” della tua esistenza, una storia fotografica dei momenti più salienti della tua vita, quelli che hanno lasciato ricordi ed emozioni ancora vive in te.
Poi prova a scrivere la tua storia, ma non come un susseguirsi di accadimenti storici, scandito da solamente da date e dalla razionalità, quanto una narrazione emozionale, in grado di raccontare chi sei ora, come sei giunti a questo punto, quali sfide hai dovuto affrontare, quali emozioni hai provato, perché hai deciso di seguire un certo cammino, con quali altre storie di vita si è intrecciata la tua, da cosa hai tratto giovamento, verso quali lidi stai indirizzando la vostra rotta, ma, soprattutto, quale è stato l’evento eclatante che ti ha indotto ad essere così come sei!
Sei riuscito a rispondere a tutte queste domande?
Se sì, probabilmente sei anche riuscito a raccontare la tua storia seguendo lo schema narrativo canonico, quello che costituisce lo scheletro di una storia, dove l’elemento fondamentale risulta essere il conflitto, ovvero delle sfide, delle prove a cui l’eroe (il protagonista della storia) è sottoposto. Possono essere sfide interne, oppure prove poste dalla vita, o conflitti con figure, gli antagonisti, ossia degli avversari che ostacolano l’eroe nella sua impresa (le azioni intraprese per raggiungere il proprio obiettivo) di trovare il tesoro, il bene finale a cui si tende. Nella storia ecco che l’eroe può avvalersi di oggetti magici, cioè di oggetti che conferiscono un particolare potere all’eroe e di aiutanti, persone, animali che contribuiscono a supportare l’eroe nella sua impresa per convolare a giuste nozze, ovvero a conseguire l’impresa e raggiungere il tesoro. Da non dimenticare anche il trauma, il “fatal flow”, un evento doloroso (anche la mancanza di qualcosa provoca un dolore, per quanto impercettibile possa essere) che dà origine a tutta la storia, l’elemento scatenante che induce la figura un’impresa.
Pronto a scrivere la tua storia ora? Attendo la tua storia nei commenti.

 

seociologist.com schema narrativo

Preferisci leggere un esempio?
Ti propongo la mia storia, che ho scritto in occasione di un evento ben preciso della mia vita, accaduto il 14 febbraio 2015, una storia che mi è servita per presentarmi.

C’era una volta …
una regina che viveva nel suo beato castello dorato, con la sua amata famiglia e la sua meravigliosa attività di ricercatrice di mercato.
Ma un giorno di inizio estate, caldo e assolato, ecco un fulmine cadere a ciel sereno e colpire il reame.
Improvvisamente, tutto ciò che era stato costruito con anni di fatica e di impegno, si disintegra.
Sogni e speranze vanno in fumo per la notizia bruciante, e la luce fulgida che rischiarava il futuro si attenua sempre più.
È stato un mago molto potente ad aver lanciato la maledizione, incenerendole il posto di lavoro, che lei sola ricopriva all’interno dell’azienda.
Ma il bene aziendale, si sa, spesso non tiene conto delle vittime che lascia dietro a sé.
E così, quella che una volta era stata una splendente regina, ecco ritrovarsi a fare la piccola fiammiferaia, con una famiglia a cui provvedere e con tanti draghi agguerriti da combattere.
La rovinosa caduta ha lasciato in lei parecchie ferite, alcune erano solo escoriazioni, altre, invece, erano lacerazioni talmente profonde, dalle quali, talvolta, ancora oggi capita che fuoriesca qualche goccia di sangue.
Ma è andata avanti, un po’ meno spedita e sicura di sé, molto tentennante, talvolta con qualche ricaduta.
Ma nel cammino verso la luce ecco farsi avanti vecchi amici pronti a tenderle una mano o ad avvolgerla in un caldo abbraccio nei momenti di sconforto. Degli oggetti particolarmente servizievoli, invece, sono stati in grado di infondere in lei coraggio, forza e di risollevarle l’animo, o di indicarle la via nei momenti più bui.
Un incontro è stato particolarmente significativo nel portare una ventata di freschezza e nel cambiare la rotta della storia.
È accaduto in una tiepida giornata di ottobre. Era sabato, proprio come oggi.
Anziché essere a casa con la famiglia, si trovava rinchiusa in un’aula sotterranea, senza finestre a far entrare la calda luce del sole, per seguire la lezione di un master.
Ed ecco presentarsi un alchimista: un metro e settanta d’altezza, capelli scuri, uno sguardo brillante e intelligente. Portava con sé un’ampolla, colma di un contenuto che si è rivelato essere inebriante, con un retrogusto dolce, ma anche amaro, in grado di materializzarti in mondi diversi e di farti vivere, contemporaneamente, storie ed emozioni diverse.
Una folgorazione!
E una sola certezza: “voglio attingere da questa ampolla!”
E così fece: un’unica goccia bastò a trasformarla radicalmente, anche se il prezzo da pagare era quello di affrontare altri draghi, più mastodontici, più potenti: quelli interni. I peggiori!
Ma ormai il cambiamento era in atto. Impetuoso. Irrefrenabile.
La trasformazione procedeva a tratti lenta, a tratti veloce e l’ha portata lontano …
… in un presente …
… qui …
… ora …
… davanti a voi …
… il mio nome è Simona Tovaglieri.

Ti è piaciuta? Cosa ne pensi?

3 commenti su “Storytelling e narrazione personale: un esempio

  1. Simona, è fantastico!

    Io… è quello che è capitato a me… pari pari… non facevo analisi di mercato ma la situazione uguale..

    Un unico dubbio mi rimane, chi è l’alchimista? 🙂

  2. ciao Simona, questo tuo post è bellissimo: un invito al viaggio dentro di noi è semplice magia. Mi piace molto e ti adotto per #adotta1blogger, da una idea di Paola Chiesa, comunità su FB e lei mamma di Social-Evolution: ti va? Un abbraccio!

    1. Gloria, grazie 🙂 Come si fa a stare senza di te e senza i tuoi post di lessissexy.com ?

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