Generare idee al #SMMdayIT: il Crowdsourcing

Restare in ascolto per acquisire preziose informazioni su come si sta evolvendo il panorama digitale, per conoscere le innovazioni da utilizzare per migliorare la propria comunicazione nel web, per generare idee da applicare al proprio business.
Conoscere, dunque, per agire adeguatamente, per essere in grado di fare emergere la propria voce e il proprio messaggio al di sopra degli altri, per veicolarlo meglio e intercettare così le persone con le quali vogliamo entrare in contatto, attrarre la loro attenzione e fissarla su ciò che abbiamo da raccontare, sia su di noi, che sui nostri prodotti.

Ma come fare ad ascoltare la rete, individuare i nuovi trend?
Le fonti alle quali attingere sono numerose e a queste, il 25 giugno a Milano, si aggiungerà un’ulteriore occasione: il #SMMdayIT, il Social Media Marketing Day, un evento in cui si analizzeranno le nuove tendenze relative ai social media da 16 prospettive diverse, tante quanti saranno gli interventi che si alterneranno nell’arco della giornata.

SEOciologist - #SMMdayIT

 

Un tema di cui si parlerà in occasione del #SMMdayIT e che ritengo costituisca un trend particolarmente interessante ed emblematico della natura dei social, è il il crowdfunding, un aspetto specifico del crowdsourcing.

Ma cosa è il Crowdsourcing?

Il crowdsourcing (da crowd, “folla”, e outsourcing, “esternalizzazione di una parte delle proprie attività”) è un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione affida la progettazione, la realizzazione o lo sviluppo di un progetto, oggetto o idea a un insieme indefinito di persone non organizzate precedentemente. Questo processo viene favorito dagli strumenti che mette a disposizione il web. Solitamente il meccanismo delle open call viene reso disponibile attraverso dei portali presenti sulla rete internet. (estratto da Wikipedia)

 

Il crowdsourcing amplifica il suo potenziale espressivo proprio nel web, laddove un maggior numero di persone ha la possibilità di cooperare senza limitazioni geografiche, di vicendevole conoscenza, o di fuso orario, per contribuire alla realizzazione di un progetto, come ad esempio per la creazione di contenuti, per la raccolta di fondi o di idee, per risolvere specifici problemi.

Gli obiettivi strategici dei progetti possono essere alquanto differenziati: Jeff Howe (colui che per primo ha utilizzato il termine crowdsourcing) ha individuato 4 principali tipologie:
#Crowdfunding: finalizzato alla raccolta di fondi per finanziare la realizzazione di un progetto, per sostenere delle organizzazioni o delle persone;
#Crowdcreation: ha come obiettivo quello di generare e raccogliere idee creative volte a individuare una soluzione soddisfacente ad uno specifico problema. Il risultato finale è un prodotto concreto o un capitale intellettuale, che ha un valore tangibile per altri;
#Crowdvoting: mira a far votare dei contenuti ideati da altri, al fine di individuare i migliori;
#Crowdsourcing wisdom, la “saggezza della folla”: si basa sulla teoria sociologica di Galton, secondo il quale una folla può avere un comportamento collettivo molto efficace nel rispondere a domande e nel prendere decisioni, dove la diversità di opinioni è essenziale e dove un élite di esperti, con una visione più omogenea e informata, può avere un’intelligenza collettiva assai minore di una folla con una visione disomogenea e variegata, in cui non esistono preconcetti e un modo di pensare similare. La crowdsourcing wisdom ha come obiettivo, quindi, quello di raccogliere il sapere collettivo, per decodificare particolari situazioni e fornire a un quesito una risposta adeguata, valida e migliore di quanto siano in grado di fare gli esperti.

Il crowdsourcing è dunque un invito a partecipare aperto alla folla, che può essere generico (rivolto a tutti), oppure specifico (per una community unita intorno ad un interesse comune), con l’obiettivo di trovare soluzioni scaturite grazie al coinvolgimento di non professionisti e di appassionati al tema, che spesso sono in grado di affrontare il problema avvalendosi di un vissuto esperienziale diverso rispetto a quello di un professionista del settore, pertanto in grado di generare idee, contenuti, proposte spesso geniali e innovative.

Vediamo ora un esempio di come crowdsourcing possa essere utilizzato efficacemente dalle aziende.

SEOciologist - My Starbucks Idea

My Starbucks Idea è l’iniziativa online intrapresa da Starbucks: si tratta di una piattaforma sviluppata fin dal 2008, in cui i visitatori del sito hanno la possibilità di interagire con il brand mediante la condivisione di proprie idee sui prodotti o su iniziative volte alla community. Le idee vengono poi sottoposte a votazione, generando delle graduatorie di preferenze: le idee migliori vengono infine realizzate da Starbucks.
L’obiettivo di Starbucks è quello di offrire un’esperienza migliore dei propri prodotti, soddisfare al meglio le esigenze dei propri clienti, i gusti del proprio pubblico: utilizzando una piattaforma di crowdsourcing, generando un sistema di votazione e di interazione tra la community riesce a raggiungere perfettamente il proprio obiettivo, ossia quello di conoscere meglio il proprio interlocutore, di coinvolgerlo e di emozionarlo, realizzandone le idee.
E le proposte, giunte numerosissime, nel primo anno di vita hanno raggiunto la quota di 70 mila idee e di 190 mila lo scorso anno.
Le proposte avanzate riguardano 3 aspetti dell’offerta di Starbucks:

  • il prodotto: bevande a base di caffè; the; cibo; musica e merchandise; carte Sturbucks e altri prodotti
  • il vissuto esperienziale al locale: che attiene al servizio, ossia metodi di pagamento; atmosfera e locali; personale ecc…
  • il coinvolgimento online: creazione di community; responsabilità sociale; ecc…

Di queste idee Starbucks ne ha realizzate circa 300, come ad esempio il K-Cups, i Cake Pops, il syrup Sugar free, Free Drink con l’acquisto di una tazza riutilizzabile, ecc…

SEOciologist -My Starbucks Idea Success

E i benefici ottenuti da Starbucks?

  • Idee gratuite: ha a disposizione una fonte preziosa di suggerimenti, una piattaforma nella quale i propri clienti possono suggerire idee che Starbucks può realizzare
  • Interazione diretta con i propri clienti: la piattaforma consente ai clienti di interagire l’un l’altro, di votare e di commentare le idee. In questo modo Starbucks può intervenire direttamente in queste interazioni, verificare quali siano le idee più apprezzate e intervenire tempestivamente qualora venissero manifestate delle criticità
  • Conferme: le idee che hanno un riscontro maggiore vengono sottoposte a convalida, mediante una votazione. In questo modo si verifica l’interesse reale dei consumatori, realizzando una sorta di concept-test
  • Collaborazione: la piattaforma ha consentito di evidenziare elementi che i loro baristi avrebbero voluto modificare. I cambiamenti attuati hanno pertanto agevolato lo svolgimento del lavoro proprio dei dipendenti che sono più a stretto contatto con i clienti e che ai loro occhi rappresentano Starbucks stessa. E di questa incrementata soddisfazione nel poter realizzare meglio le loro mansioni grazie alle idee avanzate ne beneficiano soprattutto i consumatori finali.

My Starbucks Idea si è rivelato essere dunque un enorme successo: hanno utilizzato sapientemente lo strumento del crowdsourcing, hanno sperimentato un nuovo metodo di coinvolgimento del proprio pubblico, hanno utilizzato egregiamente i social media, applicato alcune tecniche di gamification per coinvolgere ed incrementare la partecipazione dei clienti all’iniziativa, e hanno così ottenuto risultati significativi per il proprio brand in termini di quote di mercato e di soddisfazione delle richieste dei propri clienti.

Questa è un’idea sicuramente replicabile, se opportunamente adattata, a ciascun business e a ogni azienda.

Ma è solo uno dei nuovi trend, uno degli strumenti innovativi a disposizione delle aziende per interagire meglio con il proprio pubblico. Altri strumenti verranno presentati in occasione del #SMMdayIT, con i loro pro e i loro contro, in modo da metterci in condizioni di utilizzare  ciascuno strumento in modo consapevole.

Pertanto … appuntamento il 25 giugno 2015 a Milano, al Social Media Marketing Day.

2 commenti su “Generare idee al #SMMdayIT: il Crowdsourcing

  1. Splendido Simona! Il tuo pezzo è a tal punto bello e corrispondente ai miei pensieri che… ti dico solo due cose: ora procedo a archiviarlo debitamente in Cartella ad hoc sul topic nel mio Mac (stile biblioteca, coi testi da consultare!), inoltre io stessa, “per non saper né leggere né scrivere” nel mio piccolo, già l’anno scorso – se riguardi le mie slide ad es su LinkedIn circa il “Comunico Coinvolgo Curo” lo vedrai – lo avevo inserito come elemento strategico essenziale di un buon #SM Marketing, di un autentico Community Managing! Purtroppo, tanto è semplice, immediato, anche low-cost e money saving, quanto più è difficile farlo capire e realizzarlo in molte aziende… O è no, o se è sì talora è ancora peggio, ché si rischiano obbrobri ai limiti della legalità. In ogni caso, utilissimo case study e splendida riflessione… Ce ne fossero di post così!

    1. Grazie Rachele :),
      purtroppo le persone attente e sensibili all’innovazione e, in generale, al cambiamento, sono ancora poche, specie nelle grandi imprese, con un’organizzazione aziendale rigida e articolata.
      Ora leggo le tue slide.

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