Storytelling: quando apprendere da case studies

seociologist.com - Divina Commedia

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!

Tant’ è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.

 

Sì, sono i primi versi della Divina Commedia di Dante Alighieri, il poema divenuto tanto famoso, in quanto era scritto nella lingua “volgare” fiorentina, quella parlata quotidianamente, in modo tale che l’opera potesse essere compresa da tutti e non solo dalla élite che conosceva il latino.
Un poema che è stato completato e giunto a noi grazie all’aiuto di un amico di Dante, il poeta Dino Frescobaldi.
Si narra infatti, che quando Dante fu esiliato da Firenze, si trovava lontano da casa, a Roma, e pertanto non poté più fare ritorno alla sua amata città. La vita lontano dai propri affetti era dura e il tempo trascorreva lento. La moglie, per cercare di alleggerire le pene di Dante, mise mano alle carte del marito per cercare qualcosa che potesse aiutarlo ad evadere, almeno con la mente, dalla situazione in cui era. Si imbatté così nei primi sette canti della Divina Commedia e percepì immediatamente l’alto valore intrinseco dell’opera. Chiese quindi aiuto all’amico Frescobaldi e lo inviò da Dante per consegnargli il prezioso manoscritto.

Fu così che Dante riuscì a completare la sua opera e questo aneddoto rimane nella storia del casato dei Frescobaldi e tramandato di bocca in bocca, un casato che fin da quei tempi risiede nella villa di Remole: il vino che prende il nome da questa villa, ora porta con sé questo racconto.

Così la storia di una singola persona si interseca con la storia di tante altre persone, a formare una storia più grande, quella di un popolo e di una nazione.

È una narrazione bellissima, una delle molte raccontate ormai più di un anno fa al Brand Storytelling Forum, un evento unico nel suo genere, dove si è parlato di narrazioni aziendali, non solo rivolte all’esterno dell’azienda, come nel caso dei Marchesi de’ Frescobaldi, ma che si rivolgono anche all’interno, ai propri lavoratori, come la narrazione fatta da Luxottica che parla attraverso la voce dei propri dipendenti, sparsi in diverse Nazioni, con l’obiettivo di costruire una cultura aziendale trasversalmente condivisa da tutti, indipendentemente dalla propria cultura nazionale. Ne nascono i video dei Luxotticans, di persone che lavorano in azienda e che raccontano la loro vita professionale.

Il Brand Storytelling Forum è l’occasione per apprendere cosa sia veramente lo storytelling, che non si limita semplicemente a raccontare storie, ma che sottintende lo studio dell’architettura della narrazione, per poter procedere costruire dei racconti in modo efficace, per saper dialogare con il pubblico ai quali sono rivolti e trasmettere il messaggio in modo chiaro, empatico. È l’occasione unica per prendere spunto da chi sta già applicando le tecniche narrative, ma anche per apprendere da alcuni esperti quali siano le nuove tendenze dello storytelling.

Un appuntamento imperdibile.

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